29 dicembre 2006






domenica, 03 dicembre 2006

Il Partito della Libertà contro l'agenda di Casini.

Ieri, 2 Dicembre, gli elettori del centrodestra hanno vissuto una grande giornata. Anche chi è rimasto a casa e ha seguito la manifestazione in televisione, come lo scrivente, si è scaldato il cuore. Sì, eravamo tanti, con tante bandiere, anche differenti tra loro, di tante regioni e città italiane, ma tutti uniti a difendere gli stessi valori. E questo era il vero, il solo risultato che questa manifestazione voleva raggiungere. Macchè spallata a Prodi! Piuttosto una spallata alla divisione tra i diversi partiti del centrodestra, questo è stato l'obiettivo che è venuto fuori dai discorsi dei tre leaders, Berlusconi, Fini e Bossi. Questo bagno di folla, questo entusiasmo raccolto dai tre leaders è stato il viatico verso il Partito della Libertà, che deve nascere sulle ceneri di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega.
Ora, dopo le parole, dovranno seguire i fatti.
Gli ostacoli sulla strada sono tanti. Uno si è presentato subito con la dissociazione dell'UDC dalla manifestazione unitaria e dalla Casa delle libertà, giudicata da Casini un'esperienza conclusa.
Casini, pur nella tortuosità tipica del linguaggio democristiano, punta, molto semplicemente, a ricreare un grande centro, recuperando buona parte della Margherita e l'Udeur dal centrosinistra e, magari qualche ex-democristiano da Forza Italia. Naturalmente, quest'operazione complicherebbe non di poco la nascita del Partito Democratico, lasciando i Ds a vedersela con il coacervo dei partiti alla loro sinistra.
A destra, peraltro, anche in questo ipotetico panorama, Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lega, avrebbero convenienza alla creazione di un partito unificato o al limite federato, che potrebbe rappresentare più del 40% dell'elettorato.
Ovviamente, tutto questo ci farebbe ripiombare nel perverso gioco dei due forni, di andreottiana memoria, che vedrebbe il Centro sempre al governo, alleato di volta in volta ora con la Sinistra ora con la Destra.
Facendo tramontare per sempre il sogno di una democrazia dell'alternanza.
Questa l'agenda di Casini!
Sta a Berlusconi e Fini sconvolgerla accelerando la formazione del nuovo Partito della Libertà, che dovrebbe essere in campo già per le prossime elezioni europee, lasciando l'UDC da sola a contarsi.
La stessa cosa dovrebbe accadere nel centrosinistra, con un'accelerazione della formazione del Partito Democratico, semprechè Rutelli non rimanga, anche lui, suggestionato dall'agenda di Casini.

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