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06 febbraio 2009


FORMALISMO ASSASSINO!

Devono essere stati gli insulti minacciosi di Di Pietro a mettere fuori strada il nostro Presidente. Forse ha voluto dare prova a Di Pietro che non sta in silenzio. Anzi, questa volta, lo ha messo per iscritto. E ci dispiace perchè negli ultimi tempi Napolitano è stato veramente un Presidente molto equilibrato. Però questo intervento scritto che bocciava preventivamente una possibile decisione governativa per fermare l'omicidio di Eluana, ci è proprio sembrato non in linea con lo spirito costituzionale, che il capo dello Stato dovrebbe difendere. A parte il merito del problema, che comunque ci trova d'accordo con le argomentazioni di Berlusconi, la modalità dell'intervento del Presidente della Repubblica ha messo il Presidente del Consiglio difronte ad un'alternativa imbarazzante: non aderire alla volontà di Napolitano e provocare un conflitto istituzionale oppure aderire alla Sua volontà e sembrare un Presidente del Consiglio sotto tutela del Presidente della Repubblica.
E' impensabile che Napolitano ed i suoi consiglieri non abbiano valutato questa situazione, per cui l'hanno deliberatamente messa in atto contro Berlusconi.
E l'Uomo, giustamente, ha accettato la sfida. E gli italiani sono con lui, ancora una volta.

21 dicembre 2007



Grazie Santoro!

Ieri sera ad “Anno Zero” gli Italiani hanno avuto l'ennesima dimostrazione che Berlusconi è un grand'uomo. Non era certo questa l'intenzione di Santoro ma, certo, è stato questo il risultato finale. Santoro ha fatto ascoltare le intercettazioni telefoniche del colloquio di Berlusconi con Saccà, direttore di Rai-Fiction, e ne è saltato fuori un Berlusconi cortesissimo e schivo che si scusa di disturbare l'amico, che di rimando oltre a fargli i complimenti per il seguito popolare, che aumenta di giorno in giorno, gli fa notare che è uno dei pochi che non gli chiedono mai favori. Saccà approfitta del colloquio con il cavaliere per sollecitarlo a parlare con i rappresentanti della CdL in seno al Consiglio d'Amministrazione RAI, affinchè mantengano un comportamento coerente e unitario. Berlusconi assicura che lo farà.
Lo scopo della telefonata, spiega quindi Berlusconi, è di dare seguito ad una richiesta di Bossi, che è ansioso di sapere che fine ha fatto la fiction su “Barbarossa” a cui il leader leghista tiene moltissimo. Saccà gli conferma che la fiction è già pronta e, quindi, può tranquillizzare Bossi. A questo punto Berlusconi chiede a Saccà il favore di “far ricevere” un paio di giovani attrici che, dice, gli sono state segnalate da un senatore del centrosinistra, che sta cercando di convincere a passare con l'opposizione e, pertanto, deve tenerselo buono.
E' questo il punto cruciale della conversazione su cui tutte le belle anime del centrosinistra si sono accanite, mostrando grande scandalo, per censurare il cavaliere ed accusarlo di tentativo di corruzione nei confronti dell'anonimo senatore.
Accusa del tutto risibile come del resto ha già accertato la Procura di Napoli, che ha archiviato velocemente il caso non prima, però, di aver diffuso “urbi et orbi” il testo delle intercettazioni e facendo così un gran favore ai curiali della sinistra, che se ne sono serviti per montare un polverone, che dovrebbe dimostrare la tesi che addita Berlusconi come il grande corruttore del costume politico italiano.
Raccomandare di “far ricevere” due attrici che dovranno, evidentemente, essere anche brave per poter lavorare, agli occhi dei giornalisti trinariciuti di “la Repubblica”, “L'Espresso” e di “Anno Zero” è eticamente molto più grave delle chiacchierate di D'Alema e Fassino con Consorte, che spiega loro le mosse illegali e dagli ampi risvolti penali, fatte da Unipol per tentare di appropriarsi di una Banca.
Quel che è più grave è che così la pensa anche il CSM, che ha aperto un procedimento disciplinare contro la Forleo, il GIP che stava cercando di utilizzare queste intercettazioni per poter dimostrare l'ipotesi di reato che si andava a configurare.
Questo assomiglia maledettamente ad un avvertimento di tipo mafioso: la casta di sinistra non si tocca!
Prenda nota Berlusconi ed il Popolo delle Libertà: la Giustizia in Italia va profondamente ristrutturata e certe cariche devono diventare elettive, come negli Stati Uniti e come è già nel programma della Lega.
Non è possibile lasciare influenzare la politica italiana a personaggi, che hanno un grande potere senza alcun vaglio popolare!

12 dicembre 2007




LA DISINFORMAZIONE ROSSA !


In merito alla notizia data con grande risalto da "la Repubblica" di una indagine(che se vera dovrebbe essere coperta dal segreto d'indagine!) da parte della procura di Napoli su Berlusconi, accusato di improbabili reati di corruzione, l'emerito presidente della Repubblica Francesco Cossiga, ha rilasciato un commento da par suo:

«Oggi in Italia conviene colpire Silvio Berlusconi . Sotto questo aspetto, credo sia giusto parlare di un complotto ai danni del leader di Forza Italia».
«Il ministro della Giustizia - aggiunge l'ex capo dello Stato - ha l'obbligo di intervenire subito almeno con la stessa celerità con la quale lo ha fatto nel caso del Pm De Magistris, ed il presidente della Repubblica farebbe bene a tornare dalla sua
inutile gita negli Usa per svolgere qui, sempre che ne abbia la volontà ed i poteri, la sua funzione di garante della democrazia».
Non occorre aggiungere altro!

20 novembre 2007


Caro Fini. Hai sbagliato tutto!
Fini è stato grande fino a Fiuggi. Il congresso di Fiuggi fu l'atto di fondazione di una Destra, che relegando esplicitamente il fascismo a fatto storico da sottoporre all'analisi degli storici, (cosa peraltro già implicita nello statuto del MSI, che non è mai stato un movimento neofascista) si proponeva di diventare un moderno partito conservatore che, nella tradizione della destra italiana, contenesse elementi di pensiero liberale, nazionale e sociale.Il documento uscito dal Congresso era chiaro e pregnante di obiettivi. Quanto è successo dopo non è stato all'altezza di quel documento: la classe dirigente si è dimostrata inadeguata a trasformare quegli indirizzi in azioni politiche e di governo.In particolare l'esperienza di governo, per Alleanza Nazionale è stata disastrosa. Per bene che si voglia qualificare è stata ininfluente: non si ricordano battaglie di spessore che AN abbia portato avanti e che l'abbiano caratterizzata in modo particolare. AN si è “omogeneizzata” nella coalizione ed è scomparsa. Salvo qualche, incomprensibile, bizza di Fini per guadagnare qualche posto di prestigio nella compagine governativa.


Il Partito intanto era lasciato allo sfascio. Accanto alla struttura ereditata dal MSI, delle “sezioni di partito”, ora trasformate in “circoli territoriali”, Fini si era inventato i cosiddetti “circoli ambientali”.Questi avrebbero dovuto essere costituiti in particolari ambienti, come un'azienda, un ospedale, un'associazione di professionisti, di commercianti e via dicendo. Questo in teoria. In pratica diventarono lo strumento per portare le correnti di partito sul territorio: ogni corrente o meglio ogni capo corrente se non era d'accordo con la linea del locale circolo territoriale si creava il proprio circolo ambientale. Vere e proprie bande che specialmente in periodo elettorale, davano il meglio di se stesse, con la guerra dei manifesti rivolta non contro i partiti avversari, ma contro i capi corrente concorrenti. Sarebbe stato sufficiente fare osservare lo statuto che regolamentava i circoli ambientali per reprimere ogni abuso, ma né Fini ne alcun altro dirigente di AN è stato in grado o ha voluto farlo, nonostante le richieste ed il malcontento montante della base.

Poi c'è stato l'episodio del viaggio in Israele di Fini e l'infelice frase sul “fascismo male assoluto”.Lo sappiamo che il senso della frase di Fini non voleva giudicare il fascismo nel suo complesso ma solo limitatamente alle leggi razziali. Ma la stampa lo generalizzò e Fini non fece molto per chiarire il suo pensiero. Non era opportuno per i suoi obiettivi personali. Ma i tanti “fascisti immaginari”, tanto bene descritti da Luciano Lanna nel suo libro, lontani mille miglia da ogni forma di antisemitismo e di razzismo, si ritrovarono improvvisamente senza radici ideali, quegli stessi ideali che infiammavano D'Annunzio, Gentile, Pound e che, almeno fino al 1938, convincevano la stragrande maggioranza degli italiani, e che portarono migliaia di giovani ad arruolarsi, con entusiasmo, nella R.S.I., suscitando l'ammirazione del gen. Eisenhower e che, con il loro sacrificio, ci riscattarono dalla vergogna nazionale dell'8 Settembre.


Il disimpegno dalla campagna elettorale delle ultime elezioni politiche dove Berlusconi, dato ormai per spacciato, fu lasciato solo a contrastare la coalizione di centrosinistra è stata un'altra perla di Fini insieme al suo compare Casini.

E' di questi giorni la polemica di Fini contro Berlusconi, reo di aver partecipato all'assemblea costituente di “La Destra”, la formazione politica fondata da Storace, Buontempo e Musumeci e a cui ha aderito anche la Santanchè.

Fini deve polemizzare solo con se stesso. Una diversa gestione del Partito, un pò di arroganza in meno e qualche congresso in più, avrebbero evitato questa secessione, che sta provocando ad AN una grave emorragia di militanti e di eletti.


Oggi, dopo la trionfale adesione di popolo per la raccolta di firme contro il governo Prodi, Berlusconi annuncia il superamento della CDL e una nuova formazione politica in cui si scioglierà Forza Italia e a cui potranno aderire tutti quelli che vogliono partecipare alla creazione di un nuovo soggetto che rappresenti tutto il popolo di centrodestra.

Fini prontamente e arrogantemente risponde che AN non è interessata.

Credo che, ancora una volta, Berlusconi sia un passo avanti rispetto a tutti. Infatti questi "parrucconi della politica" non hanno capito che lui non si sta rivolgendo ai Partiti, si sta rivolgendo alla gente, quella gente incazzata che nelle adunate organizzate da Grillo nel "V.DAY" ha messo paura a tanti politici, e di cui ora si sono già dimenticati.

Berlusconi non ha dimenticato!