12 ottobre 2007

12 Ottobre 2007

Rita Levi Montalcini. Santa subito!
Napolitano, il Presidente della Repubblica di metà del popolo italiano, ha perso un'altra occasione per stare zitto. Napolitano, l'ex gerarca del Partito Comunista Italiano, che auspicò e approvò l'intervento dei carri armati sovietici, che soffocarono nel sangue la rivolta degli Ungheresi contro il tirannico governo comunista, si permette di dare lezioni di etica democratica agli altri.

Il senatore Storace è stato pesantemente redarguito da Napolitano per aver osato ironizzare sull'aiutino dato, in una delle ultime votazioni al Senato, da Rita Levi Montalcini al moribondo governo Prodi, che se l'è cavata solo per merito di due senatori a vita, per l'appunto la Montalcini ed il cocainomane ex democristiano Colombo.
Rita Levi Montalcini, dice Napolitano nel suo intervento odierno, è una grande scienziata che con il suo premio Nobel ha dato prestigio alla Nazione, pertanto deve godere del massimo rispetto da parte di tutti. Santa subito!
Ma che vogliamo scherzare? Caro Napolitano, la Montalcini sarà pure una grande scienziata, avrà pur preso il premio Nobel, l'avrete pure fatta senatrice a vita, ma quando la Montalcini fa politica si deve prendere, quando è il caso, i vaffanculo come tutti gli altri politici.
E dico di più. Se qualcuno si deve sentire offeso da quanto accaduto, non è la senatrice ma tutti quei cittadini italiani che vedono reso inutile il loro voto democratico, per effetto del voto di senatori non eletti da loro, ma nominati da Presidenti della Repubblica di parte. Se questi senatori a vita possedessero l'etica che si ritiene debbano avere i grandi personaggi, capirebbero la necessità etica di astenersi dal votare in tutte le occasioni in cui il loro voto è determinante, appunto perchè il loro voto rappresenta solo se stessi e si trovano in quel posto solo per un grossolano errore dei costituenti. Evidentemente l'etica, loro, non sanno neanche dove sta di casa e andrebbero cacciati da lì a calci nel culo.
Un Presidente della Repubblica, degno di questo incarico e con la necessaria sensibilità democratica, si sentirebbe in dovere di fare un appello in questo senso ai senatori a vita, almeno per limitare il danno alla democrazia fino alla auspicabile prossima modifica della Costituzione.

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