
14 luglio 2007
Democrazia all'amatriciana
I senatori a vita hanno colpito ancora! Nel corso dell'ultima settimana politica, il Governo si è salvato due volte, al Senato, per il voto dei senatori a vita. Sulla istituzione dei senatori a vita e sulle sue prerogative ho già espresso, in note precedenti, il mio pensiero: è un istituto anacronistico che va, semplicemente, abolito! Il potere legislativo deve essere nelle mani, solo, dei rappresentanti del popolo, cioè eletti dai cittadini. Questa si chiama “democrazia” cioè, etimologicamente, “governo del popolo”.
E' veramente sorprendente vedere la Sinistra, che più di ogni altra parte politica si riempie la bocca del termine “democratico”, usato a proposito e a sproposito per aggettivare qualsiasi propria iniziativa o attività, non riconoscere l'inaccettabilità, dal punto di vista “democratico”, della situazione che si è creata nel Senato della Repubblica.
E' altresì sorprendente che i senatori a vita, che dovrebbero, in primis, sentire la propria responsabilità nei confronti delle istituzioni piuttosto che dei Partiti, non vedano l'immoralità del loro comportamento, nei confronti dei cittadini elettori.
Giustamente Fini ha commentato : “Con il loro voto, costituzionalmente legittimo, ma politicamente immorale, il presidente Scalfaro e i senatori a vita si sono assunti la responsabilità di alimentare il crescente disprezzo per le istituzioni. Perchè un governo che non si dimette anche se non ha una maggioranza politica, è un insulto per la democrazia”.
Ho perso il commento di Veltroni, futuro leader del Partito (sedicente) Democratico.
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